29 aprile 2012 Champions On Ice,
Rimini.
Iniziamo dal principio... Un' odissea,
non posso definirla diversamente. Siamo in Italia, é vero, il posto
in cui una apparizione televisiva fa di te una star da prima pagina,
figuriamoci la vittoria di un campionato mondiale, seppur di bocce...
Al Champions On Ice di quest'anno sono stati invitati non solo
campioni di rilievo internazionale e la nostra Carolina
Kostner ma anche il ragazzo russo, quello bravo... Eh, si: Plushenko.
Il che, come é ovvio, ha messo in fibrillazione e allerta
antiterroristica tutta l'organizzazione – italiana – dell'evento
la quale, con la superbia di una regnante avvezza al disprezzo, non ha
concesso alcun pass alla stampa, nonostante le richieste da più
fronti. Nessun giornalista, nessun fotografo, nessuno – seppur
iscritto ai vari albi professionali – ha avuto accesso all'evento.
Oh, no scusate, la Rai si... avevano una diretta dallo Stadio 105!
Evidentemente non conoscono usi e costumi del mondo del pattinaggio,
non sanno che essendo uno sport seguito da pochi illuminati
spettatori quel che serve é una pubblicità massiva, che lo renda il
più possibile avvicinabile. Ma non andiamo troppo oltre,
l'importante alla fine é lo show e l'allenamento che l'ha preceduto.
Ad entrambi ho avuto accesso, e lo dico senza alcun tipo di
prosopopea, solo ed esclusivamente grazie allo staff del sito
ufficiale di EVGENI PLUSHENKO, che si é ovviamente adoperato
affinché almeno qualche foto uscisse fuori dallo Stadio 105,
apparentemente blindato come un fortino militare. Grazie ad Ari Zakarian,
agente storico di Evgeni e ora produttore di shows, a Max Satler,
manager e curatore del sito, sono riuscita, senza problemi, ad avere accesso
all'evento poiché, lo sappiamo tutti, i russi sono tutto tranne che
classisti e spocchiosi.
Un ringraziamento di cuore a entrambi.
Appena arrivata dentro lo stadio e
salutati Evgeni – il quale mi ha rassicurata sul suo attuale stato
di forma – ed Ari, gentile come sempre, ho iniziato a scattare foto
e a godermi l'allenamento. La parte artistica é stata curata da
Zakarian e tutto si é svolto in ambiente tranquillo e rilassato,
come é giusto che sia per uno show. Purtroppo, non posso certo far
finta di nulla, ogni qualvolta ci fosse un problema, caso ha voluto
che fosse creato dalla incompetenza dei tecnici audio, completamente
all'oscuro di quali fossero le musiche di ogni atleta al punto di
sbagliare ripetutamente gli attacchi dei brani per i pattinatori e i
puntatori luce. C'erano, oltre a Carolina Kostner, Anna Cappellini e
Luca La Notte, e Matteo Guarise con Nicole della Monica i quali, ad
un certo punto dell'allenamento, hanno rilasciato un'intervista in
diretta a Rai 2 per il programma Quelli che il Calcio. Ecco cos'era
il furgoncino parcheggiato fuori... Nessun riferimento al fatto che
dietro di loro si stesse allenando l'elite mondiale del pattinaggio
ma, ripeto, siamo in Italia ed é grasso che cola se un giornalista
sappia almeno quale sia la disciplina in cui eccelle l'intervistato
del momento... Ho nuovamente sviato il discorso con assurde
lamentele? Chiedo scusa. Dunque, l'allenamento di Evgeni é stato
semplice e lineare, senza sbavature, ovvio. I tripli axel perfetti,
le combinazioni di toeloops e loops, il salchow, tutto eseguito
benissimo con in più, una buona dose di tranquillità che gli ha consentito, pur essendo solo una practice, di interpretare anche le parti più
intense dei suoi programmi, Storm e Tango Roxanne, con enfasi ed entusiasmo. Una chicca per gli occhi, un
regalo enorme del quale non avrei potuto bearmi se fossi rimasta
fuori.
Nonostante l'accesso al backstage, il
grosso problema che stavolta mi ha resa nervosa oltre ogni
immaginazione é stato il fatto che, nonostante io avessi la
possibilità di muovermi in piena libertà, il monito della
“produzione” mi ha seguita come un avvoltoio per tutto il
pomeriggio e per la serata al punto che, in tutta onestà, le
performances degli atleti e quella di Plushenko in particolare, le
ricordo come un sogno. Ero presente certo, ma non ho seguito davvero
lo spettacolo visto che il pensiero era fisso a cosa potessi fare o
meno all'interno dell'arena. So per certo che come mai prima d'ora,
più che a Torino, addirittura più che a Bucharest 3 settimane fa,
lo stadio é andato fuori di testa per Evgeni Plushenko, definito
dallo speaker, come é giusto e doveroso, “il più grande
pattinatore di tutti i tempi”. Dopo la performance di Storm durante
la quale ero combattuta tra lo scattar foto e seguire lo spettacolo –
ho fatto a metà entrambe le cose, credo – ogni singolo spettatore
si é alzato in piedi per onorare un fenomeno, il ragazzo d'oro dalle
lame incantate che umilmente é andato a
raccogliere i presenti volati giù dagli spalti, e ad abbracciare chi
si avvicinasse al ghiaccio per porgeglieli di persona. Dopo di lui,
un grande tributo di applausi ha accompagnato anche la performance
della campionessa del mondo, Carolina Kostner che ha dato il meglio
di sé in una interpretazione calda e coinvolgente. Gli atleti, per
la maggior parte russi, sono stati incredibili e lo Stadio 105 si é
affezionato, adottandoli e supportandoli, soprattutto ai “ragazzini”. Alla
campionessa Junior olimpica Liza Tuktamisheva, all'altro pupillo di
casa Russia Artur Gachinsky e allo strepitoso Florent Amodio che é
un vero showman, capace di trascinare in una danza scatenata chiunque
lo guardasse. C'erano Alena Leonova che ha pattinato sul bellissimo
“Pirati dei Caraibi” e le coppie Elena Ilinykh & Nikita
Katsalapov (strepitosi), e Bazakova Larionv. In ultimo,
come pattinatrice di singolo, Laura Lepisto ha incantato e deliziato
il pubblico che ovviamente, l'ha adorata.
Il finale é stato Tango Roxanne. E
definirlo delirio é un eufemismo. Non ci sono parole non solo per
rendere l'idea del livello di pattinaggio di Evgeni Plushenko che é
sempre sopra l'immaginabile ma tutto l'insieme, l'atmosfera che é
riuscito a creare, il filo, quasi tangibile, che lo connetteva alle
persone in sala era frutto di una magia, incantesimo comunicativo che
faceva di uno stadio pieno di persone, una entità unica ipnotizzata
da una stella luminosa, da colui che, cito testualmente, é stato
definito “un dio slavo”da un illuminato insegnante italiano e che
non potrebbe meritare appellativi meno scoppiettanti. Tutti in piedi,
di nuovo. Il bis, richiesto quasi ululando... Un evento strepitoso,
davvero. Sono felice di avervi assisitito, incredibilmente felice. Dopo lo show
Evgeni e Carolina sono rimasti col pubblico e si sono dedicati agli
spettatori firmando autografi e facendo foto. Un altro successo del
biondino siberiano, una ulteriore conferma di quanto la
sua unicità abbia reso questo sport, di riflesso, noto a moltissime
persone, tanto più oggi che in passato. Grazie di tutto fantastici
ragazzi russi, e a presto!
Sarynka.